Recupero componenti elettronici

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Tuesday, September 05, 2006

IL RECUPERO DEI COMPONENTI ELETTRONICI

“I rifiuti delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) rappresentano uno dei flussi di rifiuti prioritari individuati dalla politiche dell’Unione Europea, sia per la loro complessa composizione, spesso caratterizzata dalla presenza di sostanze pericolose, sia per la loro quantità, crescente a ritmi notevoli negli ultimi anni e con previsioni di un ulteriore significativo aumento nei prossimi anni.L’industria elettrica ed elettronica rappresenta infatti uno dei maggiori settori produttivi d’Europa, caratterizzato dalla produzione di una vasta gamma di prodotti in continua crescita e che coinvolgono sempre maggiori aree di produzione.Secondo quanto riportato dall’Associazione delle Città e Regioni per il Riciclaggio (ACRR), nel 1998 sono state prodotte in Europa sei milioni di tonnellate di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), che equivale al 4% del flusso dei rifiuti urbani. Si prevede che questo volume aumenti dal 3% al 5% l’anno, il che significa che praticamente raddoppierà ogni 12 anni. Tali stime sono confermate anche dagli studi condotti dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (Waste from electrical and electronic equipment, EEA, 2002). I grandi elettrodomestici (come frigoriferi, congelatori, lavatrici ecc.) costituiscono la parte più importante (40% circa) del totale dei prodotti utilizzati. Seguono le apparecchiature per ufficio (soprattutto apparecchiature informatiche), le apparecchiature da illuminazione e il materiale audiovisivo.Di qui la necessità di favorire forme di prevenzione e di recupero dei rifiuti prodotti.Attualmente il sistema di gestione dei RAEE è basato sulla raccolta nell’ambito del sistema di gestione dei rifiuti urbani.
Ciò determina forti disomogeneità a livello territoriale, in ragione della diversa organizzazione ed efficacia della raccolta, nonché delle risorse finanziarie disponibili.Secondo quanto previsto dal Decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151 “Attuazione delle direttive 2002/95/Ce, 2002/96/Ce e 2003/108/Ce, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti”, a partire dall’agosto 2006 dovrà essere avviata la raccolta differenziata e la gestione finalizzata al recupero degli apparecchi giunti a fine vita. L'obbligo di avviare il nuovo sistema di gestione dei rifiuti (insieme a quello di evitare in fase di costruzione l'utilizzo di determinate sostanze pericolose) graverà sui produttori; su distributori e venditori, invece, l'obbligo di assicurare il ritiro dei prodotti a fine vita all'atto di acquisto dei nuovi. (…)Il quantitativo totale di RAEE di provenienza urbana recuperati nell’anno 2002 è pari a 89.738 tonnellate, delle quali il 58% è costituito dai rifiuti pericolosi (pari a circa 53.000 tonnellate) e il 42% (pari a circa 37.000 tonnellate) da rifiuti non pericolosi.
Le operazioni di riciclo/recupero dei metalli o dei componenti metallici (R4) sono quelle largamente prevalenti, sia per i rifiuti pericolosi che non pericolosi (80% della quantità complessiva). Non sono disponibili dati e statistiche di maggiore dettaglio sulla tipologia di materiali recuperati.Come già evidenziato, l’importanza del recupero dei RAEE è dovuta anche al fatto che essi possono contenere sostanze quali metalli pesanti, ritardanti di fiamma bromurati, sostanze alogenate ecc. Molte di queste sostanze rappresentano un potenziale pericolo per l’ambiente se non vengono trattate o smaltite in modo adeguato. Prima di procedere con lo smontaggio, la frantumazione, il taglio, la compressione ecc. delle apparecchiature, e quindi prima del riciclaggio delle parti metalliche, plastiche e vetrose delle unità, è necessario rimuovere tutte le componenti e le sostanze nocive per l’ambiente o per la salute quali: condensatori (PCB – bifenili policlorurati), tubi catodici (CRT), batterie e sostanze come mercurio (per esempio gli interruttori nelle macchine per il caffè) o CFC nelle apparecchiature di refrigerazione ecc.Le materie plastiche sono utilizzate nei RAEE soprattutto nell’involucro; alcuni prodotti a prevalente contenuto di plastica trovano pertanto minori sbocchi di riciclaggio rispetto ai prodotti metallici. In realtà, riciclare le materie plastiche non presenta difficoltà maggiori rispetto al riciclaggio di altri materiali: il problema sta nell’identificare chiaramente i polimeri e nel separarli dai materiali, per esempio filtri, stabilizzatori, additivi ritardanti di fiamma e pigmenti utilizzati per modificare le proprietà del materiale polimerico di base. La procedura è complicata dagli elementi attaccati agli involucri: etichette, feltrini, imbottiture antiurto ecc.(…)I prodotti a prevalente contenuto di metalli possono essere ferrosi (ferro, acciaio) o non ferrosi (alluminio, rame, metallo prezioso). Si tratta essenzialmente di grandi elettrodomestici bianchi (lavatrici, lavastoviglie ecc.) e di piccoli elettrodomestici, ma anche di componenti di PC e telefoni cellulari.I metalli possono essere riciclati quasi all’infinito. Separare i materiali ferromagnetici, con metodi magnetici, è abbastanza semplice. Studi recenti hanno dimostrato che è possibile combinare l’uso di sistemi di visione “true color” e di calcoli ad alte prestazioni, ottenendo così operazioni di selezione e frantumazione accurate, efficienti ed economiche dei metalli non ferromagnetici (alluminio, rame, ottone, bronzo, ottone patinato, piombo, zinco, acciaio inossidabile). Il recupero dei metalli può avvenire tramite frantumazione, incenerimento o raffreddamento (applicazioni con circuiti stampati). I metalli preziosi, quali oro e argento, possono essere rimossi da componenti e circuiti stampati tramite processi chimici.Al momento, l’identificazione e la separazione dei prodotti a prevalente contenuto di vetro (come televisori e monitor) è tra le più problematiche. Il tubo catodico che costituisce il 50- 55% di un televisore, deve essere diviso in vetro dello schermo (o pannello) e vetro conico (imbuto). Il primo è costituito da bario e stronzio mentre il secondo contiene soprattutto piombo. La separazione dei due vetri è l’operazione più critica nel riciclaggio dei CRT. Sono stati testati vari metodi meccanici (getto al plasma, getto d’acqua, taglio a laser) o termici (con resistenza elettrica) per separare e riciclare i tubi catodici. Vari metodi meccanici o chimici vengono utilizzati per pulire i vetri dei pannelli CRT dalle pellicole di rivestimento.(…)Nelle applicazioni di mercato va anche considerata la riparazione e il reimpiego di vecchie apparecchiature, incoraggiata direttamente dalla direttiva europea.La riparazione e il reimpiego di prodotti permette non soltanto di risparmiare i costi di trattamento e riciclaggio, ma assicura anche vantaggi economici grazie alla rivendita dei prodotti usati a un prezzo inferiore. Queste attività costituiscono un nuovo settore economico (con scarse interferenze con le attività esistenti) in cui un nuovo tipo di industria (piccole imprese e associazioni di beneficenza) può trovare grosse opportunità, ad esempio per rimettere in commercio gli elettrodomestici. Uno sbocco particolarmente adatto alle imprese sociali impegnate in attività di reimpiego, che offrono lavoro, formazione e competenze a disoccupati di lunga durata e portatori di handicap (ACRR, 2003).

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